Perché “La Gran Cartola”?

In un lontano giorno del 1956, sulla salita simbolo di Bologna – San Luca, col temibile e temuto drittone delle Orfanelle – si leva dal pubblico l’esclamazione Soccia, lui lì ha una gran cartola!
A Bologna “avere una gran cartola” (supponiamo che tutti possano capire cosa vuol dire soccia, ndr) significa segnalarsi per un misto di capacità, originalità, intraprendenza. Oggetto di tanta ammirazione è Fiorenzo Magni, che in quel momento, a causa dei postumi di una caduta che gli impediscono di fare perno sul manubrio, sale combinato in questo modo:

La Gran Cartola vuole essere proprio così: un giro un po’ matto, un po’ imprevedibile, un po’ di un’altra categoria. Un raduno ciclistico per salitomani che celebrano muri e salite spaccagambe dei colli bolognesi.
Colli che abbiamo sempre battuto palmo a palmo nei nostri giri ciclistici. Una serie di su e giù da ribaltarsi.

Come nasce l’idea: gli ispiratori

A fine ottobre 2015 noi salitomani mai sazi di colli ci ritroviamo a Firenze attratti dai Cicloidi, che sui colli fiorentini ci cuciono la Muretti Madness – la classica delle gambe morte, la regina di tutte le muretti.

Folgorati dallo spirito dell’evento, dall’organizzazione e dalla dose massacrante di salite spaccagambe, torniamo a casa con una certa idea in testa: che anche i colli di Bologna meritino il loro circuito.
A marzo del 2016, nuova trasferta in Brianza, per Il Giro del Demonio. Un mostro da 180km con 4000m di dislivello condito dalla ciliegina del muro di Sormano. Padrone di casa per uno dei più bei giri in bici mai fatti, Max Big Andrews di Spokes & Nipples, accanito sostenitore di un evento di ciclismo dal basso anche a Bologna.

La prima edizione

Il 15 ottobre 2016 si tiene a Bologna la prima edizione della Gran Cartola, in una giornata da classica del nord. San Luca, prima salita, è il battesimo del fuoco dei partecipanti. Ne segue qualcun’altra, per un totale di 120 km e 2800m di dislivello.

La seconda edizione

Nel 2017 anticipiamo di un mese. Cambia il percorso, cambiano i muri, cambia il numero dei partecipanti (si contano 90 salitomani), ma non cambia la giornata da classica del nord. In un circuito di 120 km per 2800m di dislivello la regina è sempre San Luca, insidiata però questa volta molto da vicino dalla salita-rivelazione di via dei Gruppi.
Ribattezzata dagli stessi Cicloidi salita di categoria MB – Minchia a Bestia.

 

La terza edizione

La stiamo studiando. Il percorso cambia sempre. Il tempo da classica del nord no e nemmeno le salite spaccagambe. Oramai sono marchi di fabbrica. Vi aspettiamo.